Pillole di politica estera – settimana XIX

alt = "pillole"

Di seguito un’altra puntata delle pillole di politica estera dei ragazzi de il Momento. Vi auguriamo buona lettura!

Manifestazioni contro l’apertura dell’ambasciata americana a Gerusalemme

In questi giorni, si stanno moltiplicando gli attriti tra palestinesi e israeliani. Alla manifestazione nella striscia di Gaza, che si dovrebbe terminare il 14 Maggio, si aggiunge l’apertura dell’ambasciata americana a Gerusalemme che getta nuova benzina sul fuoco. Le manifestazioni sono esplose in tutta la Cisgiordania, in mano israeliana dal 1967, causando migliaia di feriti e decine di morti. Al momento solo alcuni paesi, tra cui la Repubblica Ceca e l’Austria, hanno confermato la propria presenza all’inaugurazione.

Attentato a Parigi

Tornano il terrore e la morte nelle strade di Parigi. Un uomo solo, gridando «Allah Akbar!» ha inseguito i passanti con un coltello, lungo le stradine attorno all’Opera, fra ristoranti, bar e teatri. L’assalitore che ha ucciso una persona e ferite altre 4, si chiamava Khamzat Azimov ed era nato in Cecenia nel 1997. L’attentato è stato rivendicato dall’ISIS, che ha anche diffuso un video girato dall’attentatore prima di colpire. Identificato poche ore dopo, era sotto sorveglianza perché radicalizzato.

Attacco contro i cristiani in Indonesia

Dieci morti e 41 feriti. Questo il bilancio provvisorio di tre attentati dinamitardi compiuti in altrettante chiese a Surabaya, città portuale dell’Indonesia. A riferirlo la polizia che ritiene che i kamikaze facessero tutti parte della stessa famiglia legata all’Isis. Questo è il primo attacco ai cristiani indonesiani dopo quello del 2016. L’Indonesia, paese a maggioranza mussulmana, ha visto negli ultimi anni uno dei tassi più alti di radicalizzazione e foreign fighters nella regione.

Usa fuori da accordo nucleare

Gli americani, l’8 maggio, hanno ufficializzato la volontà di voler fuoriuscire dall’accordo sul nucleare iraniano. La motivazione principale non va trovata nel mancato rispetto degli accordi da parte dell’Iran. Il paese sciita, secondo gli organismi internazionali, sta rispettando la sua parte dell’accordo cioè quella riguardante l’arricchimento dell’uranio. La causa della fuoriuscita degli Stati Uniti va cercata nelle sanzioni. Secondo Washington, togliere le sanzioni, vorrebbe dire permettere all’Iran di finanziare il terrorismo di matrice islamica e di diventare un pericoloso vicino.

Autore: Simone Condello

Ilmomento

Lascia un commento

Ti piacerebbe scrivere per il nostro blog?

Contattaci per entrare a far parte della redazione di UIF