Università: istruzioni per l’uso | N°2 Impegnati, ma per te stesso/a

Nel primo episodio della nostra guida “Università: istruzioni per l’uso” abbiamo affrontato il tema dello stress e dell’ansia e dato qualche consiglio piuttosto semplice su come avere un approccio più sano e razionale al percorso universitario. Abbiamo concluso questo 1° consiglio con una specifica molto importante: dire “vivi l’Università con serenità” non significa “fregatene e prendi quel che viene”, tutt’altro. Impegno, dedizione e sacrificio sono condizioni necessarie per costruire un proprio futuro di successo a livello professionale così come personale; vale in qualsiasi ambito, dal lavoro, allo studio fino alle amicizie, alla famiglia e all’amore. Ed è proprio di impegno e dedizione che parleremo oggi in questo 2° consiglio della nostra guida per affrontare al meglio il percorso universitario.

Partiamo da una premessa che sembrerà banale ma che è una delle più grandi verità: non esiste talento che possa sostituire l’impegno e il duro lavoro. Purtroppo, in tantissimi giovani (e non solo) risiede la profonda convinzione che per avere successo nella vita si debba avere un qualche particolare talento o una particolare dote. È vero che tantissimi personaggi illustri avevano delle doti innate, ma è anche vero che molti altri non si contraddistinguevano per qualcosa in particolare, o almeno non in giovane età; molte persone di successo sono “sbocciate” col tempo, lavorando su sé stesse e sulle proprie abilità ogni giorno e facendo questo hanno scoperto parti di loro che non conoscevano o che, semplicemente, non avevano ancora esplorato. Ecco, questo è il punto fondamentale quando si parla di impegno e dedizione, essi sono necessari, prima ancora che a conseguire dei risultati, a conoscere meglio noi stessi e le nostre abilità. Soltanto portando le nostre capacità al limite e in situazioni a cui non siamo abituati possiamo scoprire nuove cose di noi stessi e far emergere la nostra personalità e le nostre caratteristiche.

Comunemente l’impegno sul lavoro e sullo studio viene inteso come un dovere accettato socialmente nei confronti della propria famiglia, dei propri amici e della società tutta; in sintesi, ci impegniamo e facciamo sacrifici per essere riconosciuti dalla nostra sfera sociale. E se iniziassimo a pensare all’impegno e alla dedizione come qualcosa utile a far emergere noi stessi e i nostri talenti? Ecco, se imparassimo a ragionare in questo modo e ci staccassimo dalla logica dello sforzo e della fatica come variabili legate soltanto all’ottenimento di risultati formalmente riconosciuti, forse vivremmo la stanchezza, lo stress e le preoccupazioni in modo più sereno e tranquillo (vedi consiglio n°1 https://www.uninformazione.it/tor-vergata/universita-istruzioni-per-luso/ ).

Per cui, impegnatevi, e tanto! Fate sacrifici e mettete tanto, tanto impegno in quello che fate, anche quando ciò su cui state sbattendo la testa non vi piace o non vi soddisfa del tutto. Sforzatevi di andare oltre i vostri limiti del giorno prima (se ieri siete riusciti a studiare 20 pagine, oggi datevi l’obiettivo di farne 20 + 1/3), perché soltanto andando oltre la vostra comfort zone riuscirete a crescere sia a livello di competenze che umanamente. Ma la cosa più importante di tutte è, sforzatevi di fare tutto questo con la consapevolezza prima di tutto che lo state facendo per migliorare voi stessi e la vostra persona, non solo la vostra carriera. Vi chiederete, e quindi i risultati? Sono una logica e lineare conseguenza di tutto questo. Impegnarsi è fondamentale, sempre, ma farlo con consapevolezza e non per abitudine e consuetudine è molto più importante.

Nella prossima puntata parleremo di obiettivi. Alla prossima!

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